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Ramòn Cotarelo Crego dona alla Fondazione Banca del Monte di Lucca tre opere della sua “Cubania”.

Ramòn Cotarelo Crego dona alla Fondazione Banca del Monte di Lucca tre opere della sua “Cubania”.
14-11-2020

Ramòn Cotarelo Crego dona tre opere alla Fondazione Banca del Monte di Lucca. Le opere vanno ad arricchire la nutrita collezione di donazioni di opere d’arte che la Fondazione conserva e valorizza.

Le tre opere rappresentano Ilaria Del Carretto (“Sogni caraibici di Ilaria”), la facciata della Cattedrale di San Martino (“Festa tropicale in piazza San Martino”, un omaggio per i 950 anni della facciata che ricorrono quest’anno) e “Il labirinto” che caratterizza una delle colonne del portico dell’edificio sacro.

“Quando abbiamo parlato dell’allestimento della mostra nel palazzo delle esposizioni in Piazza San Martino, che coincideva proprio nel periodo delle celebrazioni per i 950 anni della facciata della Cattedrale, ho pensato che un omaggio a Lucca fosse doveroso da parte mia �€“ ha spiegato Ramòn Cotarelo Crego -. Sono nate così queste tre opere che parlano di Lucca, tre immagini che con il tempo sono diventate simboli cari alle persone: la facciata del Duomo di San Martino, il labirinto e Ilaria. La giovane donna, che all’epoca ancora non sapeva che sarebbe stata scoperta l’America, l’ho immaginata come in un sogno, illuminata da un caldo sole e circondata dalle palme (sono piante che dominano i paesaggi di Cuba e che ricorrono nella mia produzione artistica, simboli di resistenza alle intemperie). Ho reinterpretato la piazza e i simboli lucchesi con il mio stile e i miei colori, per lasciare a Lucca, tramite la Fondazione Banca del Monte, un omaggio in onore di questa bella e accogliente città.”

“Siamo molto lieti di ricevere queste tre opere“ sono le parole di Oriano Landucci, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca - così legate alla nostra città, in un anno in cui ogni gesto di generosità e condivisione è ancora più significativo. Va ricordato che questa mostra avrebbe dovuto avere luogo in primavera, ma il primo lockdown ce lo ha impedito. Così l’abbiamo riprogrammata appena possibile e fintanto che è stata aperta l’artista l’ha fatta conoscere e vivere da vicino personalmente, con la sua presenza e disponibilità a condurre il pubblico nel suo discorso artistico e creativo. Lo ringraziamo per questa bella esperienza e per la possibilità che ci dà di svolgere il nostro ruolo di canale di conoscenza e messa a disposizione delle persone di arte e bellezza”.
 


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