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16
OTT
2019
Pietro Sigismondi, Paolo Guidotti e Pietro Paolini tre pittori lucchesi nella Roma di Caravaggio. Giornata di Studi - Venerdì 18 ott
 

Pietro Sigismondi, Paolo Guidotti e Pietro Paolini  tre pittori lucchesi nella Roma di Caravaggio. Giornata di Studi - Venerdì 18 ott
Pietro Sigismondi, Paolo Guidotti e Pietro Paolini, pittori d’impronta caravaggesca a Lucca. Venerdì 18 ottobre, un convegno voluto da Fondazione Banca del Monte di Lucca e curato da Paola Betti e Gianni Papi, che mette in luce i tre artisti lucchesi, vissuti tra la fine del ‘500 e il ‘600, trasferitisi a Roma per completare la propria formazione e in cerca di opportunità professionali, ma che sempre rimasero legati alla terra d’origine. Il convegno vuole essere il primo momento di un percorso che si muove verso una mostra prevista al Palazzo delle Esposizioni per il 2020. “Si tratta di un convegno di particolare rilievo perché valorizza tre pittori concittadini che, specialmente Sigismondi e Guidotti, non hanno trovato finora una particolare attenzione soprattutto presso il grande pubblico, nonostante la forte impronta caravaggesca delle loro opere”, sono le parole di Oriano Landucci, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Lucca è certamente il luogo più giusto per ambientare una giornata di studi che presenti il livello artistico e le caratteristiche stilistiche dei tre pittori. I tre artisti arricchirono la loro esperienza fuori dalla patria, in particolare soggiornando in Roma, considerata all’epoca la capitale mondiale dell’arte. In particolare Guidotti visse a lungo nella città papale dove, anche frequentando la prestigiosa Accademia di S. Luca, ebbe contatti con gli artisti più alla moda del momento; nel 1619 venne addirittura eletto “Principe” dell’Accademia. L’occasione è dunque importante per capire meglio questo singolare episodio di naturalismo che tutti e tre espressero, mostrandosi ‚€“ rispetto ad esempio ai più numerosi colleghi fiorentini presenti a Roma, quasi del tutto impermeabili al linguaggio caravaggesco ‚€“ da subito reattivi alla rivoluzione in atto dal luglio del 1600, cioè da quando il Merisi collocò i due laterali con la Vocazione e il Martirio di san Matteo nella cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi”. La Banca del Monte di Lucca ha nella sua collezione d’arte un’importante opera di Pietro Sigismondi, il “Sansone e Dalila” acquistato nel 1979 e conservato nel Palazzo dell’Opera di Santa Croce. “Alla Giornata di Studi del prossimo 18 ottobre farà seguito nel 2020 una mostra su Pietro Sigismondi e Paolo Guidotti, che la Fondazione Banca del Monte di Lucca organizzerà nel proprio Palazzo delle Esposizioni. Pensiamo infatti che una mostra, anche se non di grandi dimensioni poiché entrambi i pittori hanno cataloghi al momento non affollati di opere, sia sicuramente il modo più adeguato per contribuire alla loro migliore conoscenza, fra gli addetti ai lavori ma anche nei riguardi del grande pubblico ‚€“ conclude Landucci -. àą possibile che in seguito ad essa, emergano altri lavori a loro attribuibili”. ¬¬ L’appuntamento per il convegno è alle 9,45 nell’auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Lucca (piazza San Martino, 7) con i saluti istituzionali e l’introduzione di Luigi Ficacci, ex Soprintendente di Lucca e ora Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro. Seguono gli interventi di Alberto Ambrosini, “Al servizio della Repubblica. Istanze naturalistiche nella cultura visiva di Paolo Lipparelli e dei cartografi lucchesi di primo Seicento”; Gianni Papi, “Due o tre sottrazioni e alcune proposte al catalogo di Paolo Guidotti”; Tommaso Borgogelli, “Un Sansone e una traccia marchigiana per Paolo Guidotti”; Yuri Primarosa e Ilaria Sgarbozza, “Considerazioni su Pietro Sigismondi”. La sessione pomeridiana del convegno è coordinata da Gianni Papi. In programma gli interventi di Michele Nicolaci, “Luoghi e incontri di Paolo Guidotti Borghese. Certezze ed ipotesi”; Paola Betti, “Tra carte e tele: novità su Paolo Guidotti e Pietro Paolini”; Nikita de Vernejoul, “Ritratti o ritratti allegorici di Pietro Paolini”; Claudio Casini, “Da ‘simulacro di Marte’ a effigie di martire cristiano: la statua di San Potito di Paolo Guidotti per il duomo di Pisa”.




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