I materiali del Fondo Documentazione

Catalogo FAP aggiornato al 2013







Pagina aggiornata a novembre 2013

-“I LIBRI DEL FONDO DOCUMENTAZIONE” - di Federica Fontana
-“LE RIVISTE E GLI ARTICOLI DEL FONDO” - di Paola Paterni
-“LE “CARTE” DEGLI ARCHIVI PRIVATI” - di Silvia Pettiti




I LIBRI DEL FONDO DOCUMENTAZIONE

La parte centrale della Biblioteca è rappresentata dai libri e dagli articoli a stampa di Arturo Paoli.
I libri di cui Paoli è autore, attualmente acquisiti dal Fondo Paoli sono quarantacinque, dal più antico “Il comandamento nuovo nell'ora presente” edizioni Artidoro Benedetti di Pescia (un opuscolo con un intervento di Paoli del 1945), fino ai recenti “La rinascita dell'Italia. Messaggio ai giovani” edizioni Maria Pacini Fazzi, 2011, realizzato per conto della FBML in occasione dell'inaugurazione del Fondo Paoli e “Mi formavi nel silenzio” (edizioni Paoline 2012). Vi sono anche numerosi titoli di suoi libri tradotti in portoghese, in spagnolo e in francese.
La Biblioteca comprende poi una serie di pubblicazioni che contengono testi redatti da Paoli (prefazioni e introduzioni, saggi brevi, discorsi, meditazioni, contributi di vario genere). Riguardano persone o contesti vicini a Paoli o tematiche attinenti i suoi interessi e studi (religione, filosofia, storia della Chiesa, ecc.).
Un altro gruppo di volumi comprende testi nei quali sono citati Paoli e il suo operato. Numerosi riguardano l'impegno di Paoli in difesa dei perseguitati durante la Seconda guerra mondiale a Lucca tra cui: “Giorgio Nissim. Memorie di un ebreo toscano” a cura di Liliana Picciotto, edizioni Carocci, 2005; “Un amico a Lucca. Ricordi d'infanzia e d'esilio” di Ludwig Greve, edizioni Carocci, 2006; “Resistenze civili. Clero e popolazione lucchese nella Seconda guerra mondiale” Emmanuel Pesi, Maria Pacini Fazzi, 2010. Altri riguardano gli anni della presenza di Arturo ai vertici della Gioventù di Azione Cattolica: “I giorni dell'onnipotenza. Memoria di un'esperienza cattolica” di Mario V. Rossi, edizioni Borla, 2000; “La gioventù cattolica in cammino...” di Francesco Piva, edizioni Franco Angeli, 2003; “Concilio e post-concilio in Italia” di Lenzo Lenzi, edizioni EDB, 2004. “Storia della Chiesa in America Latina (1492-1992)” di Enrique Dussel, edizioni Queriniana, 1992; “In populo pauperum. La chiesa latinoamericana dal Concilio di Medellì” (1962-1968) di Silvia Scatena, edizioni Il Mulino, 2007. Un volume in particolare evidenzia il ruolo di guida spirituale e formatore di giovani svolto da Paoli “Un’adolescenza a Lucca nell'ultima guerra. Racconto autobiografico” di Pietro Pfanner, edizioni Maria Pacini Fazzi, 2011. Infine è presente la biografia “Arturo Paoli. Ne valeva la pena” di Silvia Pettiti, edizioni San Paolo, 2010.
Nella Biblioteca sono inoltre confluiti vari libri che possono aiutare a comprendere il pensiero e le opere di Paoli, e sono ad esempio libri di e su Carlo Carretto (presidente della GiAC negli anni in cui Paoli ne era vice-assistente nazionale e successivamente anche lui Piccolo Fratello del Vangelo), su Charles de Foucauld (ispiratore della congregazione dei Piccoli Fratelli), di e su René Voillaume (fondatore della suddetta congregazione e priore che accolse Paoli tra i Piccoli Fratelli). Altri testi riguardano l'America Latina (anche da un punto di vista socio-politico ed ecclesiale) e la storia della Chiesa cattolica in Italia e in America Latina (in particolare le tematiche relative alla Teologia della Liberazione). Il reperimento di materiale documentario è ancora in corso. Uno degli obiettivi del Fondo Paoli è quello di acquisire libri e altri documenti che sono o sono stati oggetto di studio e ricerca da parte di Paoli; essi andranno a costituire la sua “biblioteca di riferimento” che, a causa dei suoi continui viaggi e trasferimenti, Paoli non ha potuto conservare personalmente. Di essi emerge memoria e rilevanza attraverso le citazioni contenute nei diari, negli appunti personali, nella corrispondenza epistolare e anche negli scritti editi. Oltre ai libri la Biblioteca comprende numerosi documenti fotografici, registrazioni audio e video, che riportano testimonianza di meditazioni, conferenze, incontri pubblici, interviste, omelie, ecc…, tenuti da Paoli a partire dal 1969. La maggior parte di questi materiali è confluita al FDAP grazie all'Associazione Ore undici che fin dalla sua costituzione (1989) ha realizzato e conservato le registrazioni degli interventi di Paoli.

Tutti i documenti presenti nella Biblioteca sono stati inventariati e inseriti nel catalogo informatizzato utilizzando il software Win-Isis; le regole di catalogazione adottate sono le REICAT (Regole italiane di catalogazione) e lo standard internazionale ISBD (International Standard Bibliographic Description); il sistema di classificazione utilizzato è CDD (Classificazione decimale Dewey, ed. 21 ridotta); per la soggettazione sono state seguite le indicazioni presenti nel Soggettario della Biblioteca Nazionale di Firenze e , ove possibile, si è cercato di uniformare la soggettazione dei documenti presenti nella nostra biblioteca a quella che i medesimi documenti hanno nell'Indice SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale), alcune voci di soggetto sono state create al fine di rendere più completa la scheda di catalogo e più mirata la ricerca all’interno di esso.

Federica Fontana

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GLI ARTICOLI DI ARTURO PAOLI TRA ITALIA E AMERICA LATINA

Arturo Paoli esercita la sua attività sacerdotale nella diocesi di Lucca fino al 1949, allora arcivescovo mons. Torrini. Immediatamente dopo il termine del secondo conflitto mondiale l’arcidiocesi decide di ripristinare la pubblicazione di una testata religiosa diocesana, che andrà a sostituire l’Esare e che verrà chiamato l’Esare nuovo.
La rivista, a carattere settimanale, viene pubblicata nell’arco di tempo compreso fra il 1947 ed il 1954. Gli articoli che Paoli pubblica, quindici in tutto, permettono di cogliere la portata della sua proposta religiosa prima del più noto periodo romano.

Nel 1949, dopo che precedentemente era già stata inoltrata un’analoga richiesta, Paoli viene inviato a Roma come viceassistente nazionale della Gioventù di Azione Cattolica (GI.A.C.). Qui è chiamato a responsabilità nuove, a confrontarsi con orizzonti diversi, ma la continuità è rappresentata dalla sua azione pastorale, ancora rivolta ai giovani.
Le riviste della GI.A.C. costituiscono un amplificatore importante del pensiero di Arturo: in questi 5 anni sono numerosissimi gli scritti sulle riviste, alcuni occasionali, altri invece sistematici e continui che faranno di lui un personaggio seguito ed amato, come i numerosi inviti nelle varie realtà italiane testimoniano.

Tra le riviste pubblicate in questo periodo sono presenti articoli di Arturo in Centro di giovinezza, rivista mensile dedicata agli assistenti ed agli juniores,  Bollettino dei dirigenti, sostituita dal 1950 da Il militante, periodico a carattere mensile, dedicato questa volta ai seniores. La rivista propone temi di riflessione che verranno poi ampliati su Gioventù. Altri articoli vengono pubblicati su Assistenti di gioventù, un supplemento del periodico Assistente ecclesiastico.

Numerosi anche gli articoli sulla rivista  Tecnica, che prenderà poi il nome Tecnica di Apostolato, un grande fascicolo mensile, di 16 pagine, rivolto ai dirigenti diocesani e foraniali della GI.A.C.

Altri articoli sono rintracciabili nelle seguenti riviste: Responsabilità, Turismo giovanile, L’aspirante, Il falò, il Nodo, Diario, Lettera circolare della società operaia.

Ma la rivista in cui la presenza di Arturo è più costante, è senza dubbio Gioventù. è una rivista non specificatamente dedicata ai quadri della GI.A.C. e si rivolge decisamente ad un pubblico più ampio. Ha una tiratura settimanale e proprio su questa rivista Arturo inaugura uno stile di comunicazione mezzo stampa che gli sarà sempre congeniale: la rubrica. Sarà proprio su questa rivista che Arturo sceglierà di pubblicare il suo articolo di commiato alla fine dell’esperienza romana¹ .

Tutti gli articoli presenti nell’archivio biografico sono stati individuati e fotocopiati all’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI” (Roma)

Dopo il deserto algerino e dopo una breve parentesi in Sardegna, Arturo Paoli viene inviato nel 1960 in Argentina. Un taglio netto con il contesto socio-culturale europeo, maturato fin dal noviziato nel deserto con i Piccoli Fratelli, e la separazione da  una rete di amici che lo aveva accompagnato, e mai abbandonato, negli anni dell’attività pastorale a Lucca e della Gi.A.C. 
In realtà forse più che di distacco culturale e amicale con l’Europa, si potrebbe pensare ad una maturazione del pensiero di Arturo, sia della sua azione pastorale sia  dei suoi riferimenti teologici e spirituali.

Gli articoli di Arturo sono accomunati dalla caratteristica di costituirsi come un colloquio, certo asincrono, ma comunque come una conversazione con la sua terra d’origine e con le persone che sente ancora vicine e delle quali si riconosce ancora una guida, anche se a distanza.
La caratteristica fondamentale, quella di un colloquio, si evidenzia anche nella scrittura di Arturo. Se poniamo a confronto i testi a stampa che arrivano con cadenza quasi annuale in Italia con gli articoli nelle riviste ci si accorge che quest’ultimi hanno la peculiarità di una scrittura più rapida, immediata ed anche più semplice. Ci parlano delle sue esperienze dirette, di un incontro-scoperta con la realtà sudamericana che si fa esperienza di fede e di attività pastorale. Ci raccontano di una crescita personale che vuole essere condivisa e che può costituirsi come un modello, al di là e al di sopra delle differenze economiche e culturali di un’Italia che ha consolidato ormai il suo boom economico, ma che deve ancora continuare a costruirsi come comunità cristiana.

Per raccogliere gli articoli è stato consultato il catalogo italiano dei periodici, disponibile anche su internet, che offre indicazioni precise su dove sia possibile reperire le annate delle riviste italiane.
Purtroppo le riviste in cui sono presenti articoli di Arturo sono soltanto raramente conservate in un unico sito. Per questo il materiale è stato reperito in diverse biblioteche o archivi italiani.

Dal 1962 inizia la collaborazione con la rivista di Sirio Politi La voce dei Poveri, che verrà sostituita, a partire dal 1972 da Lotta come amore,rivista mensile prima, trimestrale, quadrimestrale e semestrale poi.La rivista era nata nel marzo dello stesso anno per l’iniziativa di Sirio Politi. Dal 1981 gli scritti di Arturo assumono il carattere di sistematicità. Sulla rivista appare una rubrica, La posta di fr. Arturo Paoli, caratteristica che manterrà fino al 2007.
I testi degli articoli sono tutti on-line e scaricabili dal sito: www.lottacomeamore.it.

Nel 1966 esce il primo articolo di Arturo Paoli su Humanitas.
La rivista era stata fondata a Brescia nel 1946 dalla casa editrice Morcelliana. Lo scopo della rivista era quello di proporsi come una rivista culturale a sfondo cattolico. Fino al 1960 sono presenti più direttori, ciascuno responsabile di uno specifico settore. Dal 1960 invece la rivista cambia aspetto: dopo il concilio Vaticano II si apre anche agli aspetti sociali oltre che religiosi del mondo cattolico contemporaneo. Sono stati individuati 9 articoli, compresi tra il 1966 ed il 1991. La collaborazione iniziata con Morcelliana sarà proficua: proprio la casa editrice di Brescia pubblicherà numerosi volumi di Paoli, a partire dall’anno 1969 nel quale vede la luce il volume Dialogo della liberazione.  Gli articoli sono stati fotocopiati presso la biblioteca Giuridica dell’Università di Pisa.

Dal 1967 inizia la collaborazione con la rivista Rocca, uno dei contributi più significativi per seguire il divenire del pensiero di Arturo. I suoi scritti appaiono infatti in maniera regolare fino ad oggi. La rivista esce a carattere quindicinale. Nei primi anni di collaborazione gli scritti di Arturo hanno il carattere di interventi monotematici, a partire dal 1976 ,invece, adotta lo stile della rubrica, stile che gli è più congeniale. I testi sono stati reperiti nelle seguenti biblioteche: anni 1967 – 2000 biblioteca del Sacro Convento di Assisi; anni 2001 – 2011 Biblioteca provinciale di Pisa. Le lacune sono state colmate presso la biblioteca Alessandro Lazzerini di Prato.

Nel 1977 Paoli inizia una nuova collaborazione con la rivista Il Tetto di Napoli. Su questa rivista usciranno 10 articoli, l’ultimo del 2008. In Toscana non esiste un deposito completo in nessuna emeroteca. Tuttavia, attraverso dei controlli incrociati in due biblioteche toscane (Biblioteca di scienze giuridiche -  Università degli Studi di Pisa e emeroteca del centro di documentazione di Pistoia) è stato possibile procedere allo spoglio completo della rivista dalla nascita ad oggi.
Le riviste sono state sfogliate completamente. Per i riferimenti alle date di pubblicazione si fa riferimento agli indici generali dell’annata pubblicati quasi sempre nel primo numero dell’anno successivo.

Nel 1988 inizia una nuova collaborazione con la rivista Nigrizia che era stata fondata nel gennaio 1883 e, in origine, aveva lo scopo di diffondere gli scritti di Daniele Comboni, primo vescovo di Khartoun. Era stato Segundo Galilea a inaugurare su questa rivista le pagine dedicate ai problemi dell’America latina. Era l’anno 1980 e da poco si erano conclusi i lavori di Puebla. Dal 1978 era diventato direttore della rivista Alex Zanotelli. Il suo impegno era stato diretto a dare un volto nuovo alla rivista, che, lentamente ma progressivamente, si era aperta a problematiche di tipo economico-sociale dell’Africa in primo luogo e, successivamente dell’America latina. A partire dal n°4 dell’aprile del 1981 sarà Arturo Paoli che curerà questo spazio fino al  numero di maggio del 1988. Sostituito da F. Marinetti, riprenderà la rubrica il 1 gennaio 1990 fino al 1992.

Due articoli compaiono in anni successivi: il primo un’intervista del maggio del 2000 e il secondo un ricordo di René Voillaume del 2003. Le copie sono state reperite in due biblioteche toscane: Emeroteca del centro di documentazione di Pistoia e Biblioteca comunale “Alessandro Lazzerini” di Prato.

Dal marzo 1989 inizia la collaborazione con Ore Undici. La rivista, che inizia le sue pubblicazioni proprio nel febbraio di quell’anno, nasce dall’esperienza di un gruppo di fedeli di Frascati che dopo la messa delle Ore Undici aveva cominciato a riunirsi attorno a don Mario de Maio per riflettere sui valori cristiani alla luce delle scoperte delle scienze umane. Il gruppo ha dato vita a progetti di sostegno e cooperazione con la comunità di Foz de Iguaçu. Dalla loro esperienza la scelta della pubblicazione del mensile dove, fin dai primi numeri, (il primo numero è del febbraio del 1989) la presenza di Arturo è costante. Le riviste sono state donate alla Fondazione Banca del Monte dall’associazione Ore Undici.

Dal 2000 al 2010 pubblica una serie di articoli sulla rivista Rete Radiè Resch, rivista che era espressione dell’omonimo gruppo fondato da Ettore Masina e Paul Gauthier.
La raccolta di articoli sui periodici italiani che qui viene proposta è uno strumento fondamentale per tutti coloro che vorranno avvicinarsi al pensiero di Arturo. Un quasi letterale “fiume di inchiostro” che ci narra l’itinerario umano e il concretizzarsi di un percorso di fede lungo oltre 60 anni.

Paola Paterni

A. PAOLI,  Dignità e vocazione della persona umana, in “Gioventù”, 6 dicembre 1953.
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FONDO DOCUMENTARIO. LE “CARTE” DAGLI ARCHIVI PRIVATI

Il Fondo documentario comprende tantissimi materiali relativi ad Arturo Paoli (lettere, manoscritti, fotografie, registrazioni audio e video ecc.) raccolti presso gli altrettanto numerosi amici e gruppi che lo hanno frequentato e sostenuto sia in Italia che in America Latina (soprattutto Argentina, Venezuela e Brasile, le nazioni in cui Paoli ha vissuto più a lungo).

I materiali relativi ad Arturo Paoli rappresentano “beni” di particolare valore simbolico ed affettivo per le persone che li posseggono e dunque va rilevata la fiducia nel progetto del Fondo Documentazione espressa conferendo la copia o, in alcuni casi, gli originali delle lettere, delle meditazioni, delle omelie ecc.
La ricerca e la raccolta consentono di accedere a materiali inediti e a memorie personali molto vive. Per contro, non possono procedere in maniera sistematica. Infatti la vastissima e complessa rete delle relazioni avute da Arturo Paoli nel corso di un secolo di vita non può essere conosciuta in modo rigido e definitivo, ma è in continua crescita, grazie al diffondersi dell’informazione sul Fondo Documentazione e sulle sue finalità.

I privati che hanno donato le proprie “carte” sono attualmente diciassette e i materiali devoluti comprendono prevalentemente epistolari, registrazioni di meditazioni e conferenze, omelie, manoscritti, bozze di articoli o libri, fotografie.
In primo luogo vanno menzionate le “carte” conferite dallo stesso Arturo Paoli, provenienti da due abitazioni diverse (la casa della nipote Armida Paoli Vannucci a Pistoia e la casa Beato Charles de Foucauld di Lucca in cui Paoli vive) e da lui stesso visionate e selezionate con il mio supporto. Tra i vari e tanti materiali, merita di essere citata la copia manoscritta delle lettere indirizzate a Ludwig Greve (quasi tutte pubblicate nel libro Un amico a Lucca, edizioni Carocci 2006, a cura di Klaus Voigt), alcune lettere a personalità pubbliche di rilievo (Romano Prodi, Vannino Chiti, Walter Veltroni), alcuni messaggi o biglietti ricevuti da analoghe personalità (mons. Loris Capovilla, il card. Carlo Maria Martini, Alain Elkann). A queste vanno aggiunte le carte depositate dalla dott.ssa Paterni che le aveva ricevute dallo stesso Paoli prima della costituzione del Fondo. Si tratta principalmente di lettere, di bozze di interviste o articoli, di materiali vari come agende e appunti manoscritti.

La donazione più antica è rappresentato dalle “carte Fava”, l’amico lucchese di Paoli che per primo ha contribuito alla costituzione di questo Fondo Documentazione. Le “carte Fava” raccolgono materiali di vario genere (articoli, appunti, lettere, proposte di iniziative, bozze, fotografie, locandine di incontri) e di ingente quantità. Tra le lettere indirizzate a Paoli vanno menzionate quelle del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del professor Umberto Veronesi; tra quelle scritte da Paoli vi è l’originale del 29 gennaio 1954 indirizzata a un amico sacerdote.
Grazie a Luciano Fava, nell’aprile 2009 giunse al Fondo Arturo Paoli il lascito di Giovanni Villani, cugino di parte materna di Paoli e suo “amministratore” dal 1960 al 2000. Si tratta di 423 fogli di corrispondenza in gran parte olografa, suddivisi per anno, come lo stesso Fava aveva annotato conferendoli al Fondo. Oltre al ricchissimo epistolario (269 lettere indirizzate al cugino, spesso insieme ai familiari), vi sono appunti di viaggio, copie di articoli, bozze di altre lettere.

Molto significative (per ora acquisite parzialmente) sono le “carte Ore Undici” che comprendono, oltre a tutti gli articoli di Arturo Paoli pubblicati sull’omonimo mensile dal 1989 ad oggi, centinaia di registrazioni audio relative ai convegni di spiritualità promosse dall’associazione stessa, centinaia di fotografie e di materiale documentale relativo ai progetti di solidarietà (Case Lar e Madre Terra) fondati da Paoli in Brasile.

Le “carte Camaiani-Bocchini” costituiscono un bagaglio di particolare valore perché il professor Camaiani, per la sua competenza professionale di storico e per il suo legame personale di amicizia con Paoli fin dagli anni Quaranta, per primo fu incaricato dallo stesso Paoli di conservare alcune delle sue carte e dei suoi diari. Insieme alla professoressa Paterni, è stato anche il curatore del volume di Paoli “Vivo sotto la tenda. Lettere ad Adele Toscano (1960-1988)”(edizioni San Paolo 2006). Di conseguenza anche i manoscritti delle lettere di Paoli ad Adele Toscano hanno potuto essere acquisite dal Fondo Documentazione.

Le “carte Allegretti-Crespellani” sono costituite principalmente dal ricco epistolario scambiato tra Paoli e i coniugi Allegretti Crespellani, iniziato nel 1958 quando Paoli viveva nella frazione mineraria di Bindua nell’Iglesiente, e il prof. Allegretti era un giovane molto impegnato, allora dirigente presso la Regione Sardegna. Da allora l’amicizia e la corrispondenza con Paoli si è sempre mantenuta, facendosi più rada dal 1995 in poi quando cominciarono ad essere più frequenti i viaggi di Paoli in Italia. Tra le “carte Allegretti Crespellani” figurano anche appunti e trascrizioni di note, oltre ad alcune lettere scambiate con altri amici aventi ad oggetto il pensiero e le opere di Paoli.

Alcuni amici personali di Arturo Paoli (tra gli altri Maria Buttironi Maria Luisa Cortopassi Colombini, Giuseppe Lista, Lorenzo Moroni e il gruppo Operazione Terzo Mondo,) hanno messo a disposizione la corrispondenza epistolare ricevuta da Paoli, che talvolta copre un arco temporale superiore ai 50 anni (Cortopassi-Colombini), altre volte carteggi importanti come uno scambio epistolare tra Arturo Paoli, David Maria Turoldo e il Cardinale Carlo Maria Martini (Buttironi, 1984) o hanno consentito l’accesso ad ulteriori archivi, come quello della Fondazione Primo Mazzolari (attraverso Moroni) e l’acquisizione del carteggio di Paoli con don Mazzolari (1942-1958). In molti casi l’amicizia personale è accompagnata dal sostegno alle attività di Paoli in America Latina, pertanto sono numerosi i materiali informativi (locandine, opuscoli, lettere) relativi a incontri di sensibilizzazione e solidarietà rivolti alle popolazioni con cui Paoli viveva. L’elenco completo delle “carte” ricevute da queste persone è cosultabile nella sezione “Gli archivi privati” di questo sito.

Personalmente ho conferito al Fondo Documentazione i libri su cui ho lavorato per la stesura della biografia su Paoli (“Arturo Paoli. Ne valeva la pena”, edizioni San Paolo, 2010), relativi ai vari periodi storici e ai contesti geografici in cui si sono svolte le principali vicende della sua vita. Avendo svolto la funzione di sua segretaria per alcuni anni (2000-2005) ho devoluto al Fondo Documentazione la corrispondenza, le bozze di articoli e libri, le agende di viaggio e altro materiale relativo a Paoli che era in mio possesso. Progressivamente devolvo al Fondo Documentazione anche le registrazioni delle omelie domenicali di Paoli e di altri incontri pubblici, nonché le bozze di articoli che attualmente produce.

Grazie alla professoressa Paterni il Fondo Documentazione ha acquisito in copia anche alcuni documenti provenienti dall’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI, Fondo Gioventù italiana di Azione cattolica (Giac) ,relativi agli anni 1949-1953, catalogate come “carte Gi.A.C.”. Si tratta di verbali di riunioni, di appunti personali e quaderni, di opuscoli ciclostilati o stampati relativi ad incontri di formazione dei gruppi della Gi.A.C.  .

La consultazione di questi materiali, in particolare alcune parti di epistolari, è soggetta a limitazioni nel rispetto delle norme sulla privacy e/o delle indicazioni fornite dai donatori ed è regolata dalle disposizioni del Regolamento del Fondo Documentazione stesso. In taluni casi le lettere presentano degli “omissis”.

Lo sviluppo di questa attività di ricerca e raccolta di materiali inediti proseguirà nei prossimi anni, in modo da accrescere il Fondo Documentazione del maggior numero di materiali che sarà possibile reperire, sia dall’Italia che dall’America Latina.

Silvia Pettiti

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