Arturo Paoli: cenni biografici


Arturo Paoli (Lucca, 30 novembre 1912)  ha trascorso un secolo di vita attraverso due continenti, l’Europa e il Sud America, partecipando in prima persona a eventi che hanno fatto la storia del Novecento.
Ha otto anni quando assiste a uno scontro violento tra fascisti e socialisti nella piazza san Michele. L’episodio si imprime nella sua mente di bambino e diventa il dramma insensato, quello della violenza dell’uomo sull’uomo, a cui cercherà di rispondere durante tutta la sua vita.

Nel 1940 viene ordinato sacerdote, durante gli anni della guerra partecipa alla rete di protezione “Delasem” per nascondere gli ebrei perseguitati dal nazifascismo. Viene arrestato e poi rilasciato, rischia la vita per salvare un ebreo. Per queste ragioni, nel 1999 riceve a Brasilia il riconoscimento di Giusto tra le nazioni dallo Stato di Israele e nel 2006 la medaglia d’oro al valore civile dalla Presidenza della Repubblica Italiana.

Nel 1949 la Segreteria di Stato del Vaticano lo chiama a Roma come vice assistente nazionale della Gioventù cattolica. Nel 1954, a causa delle sue posizioni riguardo all’impegno dei cattolici in politica, viene però allontanato e incaricato di imbarcarsi come cappellano in una nave di emigranti italiani in Argentina. Nel viaggio di ritorno incontra un religioso dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld e intravede una prospettiva per il suo futuro.
Il periodo di preparazione per entrare nella congregazione dei Piccoli Fratelli prevede un anno di vita nel deserto, in Algeria. Durante questo tempo Arturo Paoli conosce il vuoto per la perdita del Dio a cui aveva legato la sua vita. L’incontro con i tuareg musulmani, l’esperienza di accoglienza da parte di persone tanto diverse e lontane, gli fanno scoprire ciò che aveva sempre cercato e lo aveva ispirato nella scelta del sacerdozio.
Nel 1957 viene inviato in Sardegna, tra i minatori della regione Iglesias, per fondare una Fraternità insieme a altri due Piccoli Fratelli. Lavora come operaio per la manutenzione delle strade, predica in una piccola chiesina che poco a poco diventa sempre più affollata. Ma non è ben visto da una parte delle autorità vaticane e gli viene suggerito di lasciare l’Italia.

A 42 anni (1960) lascia l’Italia in modo pressoché definitivo, vi farà ritorno stabilmente soltanto nel 2005. La prima tappa della sua vita in America Latina è l’Argentina, a Fortín Olmos con i boscaioli. Incontra la povertà, le diseguaglianze sociali e le privazioni umane che segnano la vita delle persone più svantaggiate, e questi diventano i temi della sua predicazione e della sua ricerca di fede. Viaggia spesso a Buenos Aires dove tiene conferenze, frequenta le case degli intellettuali argentini, già perseguitati da parte dei militari. Anche Paoli, come altri piccoli fratelli, finisce nell’elenco dei condannati a morte dal regime. Si salva in Venezuela, senza poter fare ritorno in Argentina.

Dal 1974 risiede in Venezuela, prima a Bojò, poi a Monte Carmelo e infine a Caracas. Viene invitato in tutto il continente sud americano a tenere conferenze, scrive libri e saggi. È circondato da gente semplice e povera. Gaudy, una donna giovane con un marito che la abusa e due figli da crescere, diventa la compagna delle sue conversazioni, delle sue riflessioni e sarà l’interlocutrice nel libro “Camminando s’apre cammino”.

La teologia della liberazione è diventata la teologia dell’America Latina. Arturo Paoli ne è uno dei protagonisti. Il Brasile è la nazione dove la prassi di questa teologia ha terreno più fertile. Nel 1985 Paoli si trasferisce in Brasile, prima a São Leopoldo poi a Foz do Iguaçu. Diventa animatore di progetti sociali e di promozione umana.

Nel 2005, 93enne, decide di tornare definitivamente in Italia. Ritorna nella sua città d’origine, Lucca, dove l’Arcivescovo mons. Italo Castellani gli offre la chiesa di San Martino in Vignale, con annessa abitazione che Paoli intitola Casa Beato Charles de Foucauld. Ogni giorno la sua casa è crocevia di persone di ogni età, condizione sociale, credo religioso, stato civile. La dimensione contemplativa è il filo sotterraneo che ha sostenuto la sua intensa azione, generatrice di ricerca, di amicizia, di speranza.


Piazza S. Martino 4, 55100 Lucca
Tel. +39.0583.464062 - Fax +39.0583.450260
dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00
C.F. 00130620461

Realizzazione: Connext Srl - www.connext.it